IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA PUNTI FERMI E NUOVE EVIDENZE

sab 05 maggio 2018 - sab 05 maggio 2018

Villa Magnisi - Ordine dei Medici - Via Rosario da Partanna Padre, 22, 90146 Palermo - Palermo
IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA PUNTI FERMI E NUOVE EVIDENZE
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Più della metà degli uomini del mondo occidentale fra i 60 ed i 70 anni e quasi il 90% fra quelli tra i 70 e 90 anni, hanno sintomi di ipertrofia prostatica benigna (IPB). Il dato epidemiologico e la clinica depongono per un ampia dimensione della patologia e per una progressiva diminuzione della qualità di vita del paziente: a ciò si correla un sensibile impiego di risorse per la diagnosi, il controllo dei sintomi, l’intervento chirurgico.

L’IPB può essere una patologia progressiva, specie se non viene adeguatamente trattata. L'incompleto svuotamento della vescica può portare ad un deterioramento dell’apparato urinario che può anche essere irreversibile. L'accumulo di urina può, peraltro, portare alla formazione di calcoli dovuti alla cristallizzazione di sali nel residuo post-minzionale. La ritenzione urinaria, acuta o cronica, è l’espressione più comune di progressione della patologia. La ritenzione urinaria acuta è l'incapacità a vuotare completamente la vescica, mentre quella cronica vede il progressivo aumentare del residuo urinario e della distensione della muscolatura della vescica. Chi soffre di ritenzione urinaria cronica può andare incontro ad una patologia di compromissione renale detta uropatia ostruttiva.

Le manifestazioni cliniche annoverano una sintomatologia di tipo ostruttivo e di tipo irritativo: questi sintomi, ostruttivi ed irritativi, riconoscono fattori causali meccanici ed emodinamici e spesso coesistono.

Recentemente dati riportati in letteratura individuano anche una ipotesi infiammatoria di questi disturbi che condizionano oggi la strategia terapeutica. La formazione del medico di medicina generale e dell’urologo non può prescindere da un aggiornamento continuo sull’IPB sia in termini di terapia farmacologica che di opzioni terapeutiche chirurgiche alternative alla TURP.

Il congresso vuole aggiornare le conoscenze dell’IPB valorizzando l’attuazione di una corretta strategia tesa alla prevenzione, al controllo e alla cura della patologia, nell’ottica del rispetto delle linee guida e della scelta razionale del trattamento medico e chirurgico in termini di efficacia e tollerabilità.