“Rivalutazione di malattia in corso di trattamenti antiblastici: match radiologo-oncologo”

sab 19 novembre 2016 - sab 19 novembre 2016

PALAZZO FATTA - PIAZZA MARINA, 19 - PALERMO
“Rivalutazione di malattia in corso di trattamenti antiblastici: match radiologo-oncologo”

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Negli ultimi decenni, lo sviluppo significativo della ricerca sui tumori ha condotto a un importante progresso in questo campo della medicina.  Tuttavia, a causa delle differenze nella modalità di condurre gli studi e nei parametri adoperati per valutare l’andamento della malattia (criteri arbitrari frequentemente applicati), è spesso impossibile il confronto tra i risultati ottenuti negli studi sperimentali condotti in centri diversi. Per questa ragione è nata una forte necessità di costruire un “linguaggio comune” a livello internazionale sui principi fondamentali, oltre che di diagnosi e stadiazione tumorale  anche di valutazione dell’efficacia dei trattamenti.

Il primo beneficio che ci si aspetta di ottenere da un trattamento antitumorale è una riduzione nella dimensione della massa tumorale, comunemente chiamata “risposta tumorale”. La risposta obiettiva del tumore è un end - point frequentemente applicato negli studi clinici di fase II e nella pratica clinica, per valutare l efficacia di farmaci antitumorali. Tradizionalmente, la valutazione della risposta del tumore è stata stimata mediante una misura bidimensionale, proposta dalle prime linee guida in materia “Handbook for Reporting Results of Cancer Treatment”, emesse nel 1979 dalla World Health Organization (WHO). Le raccomandazioni WHO hanno permesso di standardizzare la valutazione di risposta del tumore a livello internazionale, tuttavia, nel corso degli anni, si sono manifestate delle discrepanze nelle modalità di selezione delle lesioni tumorali e nelle tecniche di misurazione, con valutazioni scarsamente riproducibili tra vari gruppi di lavoro. In ri- sposta a questi inconvenienti, nel 2000 sono state pubblicate nuove linee guida per la valutazione della risposta tumorale “RECIST” (Response Evaluation Criteria in Solid Tumors), in cui figurano sempre quattro categorie principali di risposta del tumore, in analogia a quelle WHO. Il “RECIST” ha però proposto un analisi semplificata, adoperando la misura uni- dimensionale del diametro più lungo delle lesioni, anziché il prodotto dei due diametri più lunghi (perpendicolari tra loro) previsto dalla WHO. Esistono però fra radiologi ed oncologi frequenti e irrisolte controversie nella modalità di eseguire le            misurazioni (quante lesioni considerare, standard radiologici di esecuzione degli esami, problema delle lesioni non misurabili come i versamenti, problema delle lesioni ossee etc..).

Recentemente inoltre, svariate terapie anti-tumorali (farmaci anti-angiogenetici, inibitori delle tirosin- chinasi, farmaci target in genere e più recentemente farmaci check-point inibitori) hanno dimostrato di non indurre delle risposte radiologiche di tipo dimensionale, quanto piuttosto la colliquazione necrotica delle lesioni che mantengono diametro stabile ma mostrano ridotta densità alla TAC. Alcuni Autori dell’MD- Anderson Cancer Center hanno proposto di incorporare anche la riduzione di densità tumorale (misurata alla TAC in unità Hounsfield) nella valutazione della risposta agli agenti anti-tumorali, definendo risposta una riduzione del 10% della somma dei diametri e/o riduzione di almeno 15% della densità delle lesioni target (Criteri di Choi).

Allo stesso tempo anche la valutazione del metabolismo tumorale con PET/TAC sta assumendo un ruolo significativo nella valutazione della risposta, pur con tutti i limiti legati alle false positività di natura infiammatoria e alle problematiche di standardizzazione della quantificazione dell’entità di captazione del tracciante da parte del tessuto tumorale.Considerando tale scenario l’obiettivo del meeting è quello di fare interagire gli oncologi con gli specialisti dell’imaging al fine di condividere un percorso diagnostico nella gestione del paziente oncologico trattato con farmaci innovativi al fine di creare una sinergia ed un confronto da mettere in pratica nell’attività clinica quotidiana.